MANIFESTO

MANIFESTO

come tutto in natura, anche il manifesto di questo blog è in continua mutazione. nessuno scopo preciso. la verità non credo esista, tanto più nell’epoca post-moderna, dove il bombardamento mediatico è cresciuto grazie ad internet e alle nuove tecnologie. nell'abbondanza ci si confonde facilmente. tuttavia, alcuni punti di vista rimangono dominanti, in quanto maggiormente pubblicizzati dagli organi di informazione ufficiali. questo spazio, tra l’altro, vorrebbe essere veicolo per quelle voci che non si sentono e che per la maggior parte delle persone flirtano con l’assurdo. mi è sempre piaciuto l’assurdo per la sua vicinanza con la natura intima degli esseri e dei fenomeni. per la maggior parte pubblicherò delle playlist salvate sul mio canale di youtube, non per imporre la mia visione incoerente della realtà, ma per dare asilo, oltre che alle versioni ufficiali, a tutto il sommerso di voci più o meno nascoste che dicono il diverso. se poi si tratta di complotti o paranoie, questo lo deciderà il lettore. non cerco fan né promuovo un ideale specifico. non ho la costanza per stare dietro a nessun impegno superiore al respirare. sento semplicemente lo scemare della libertà di espressione, la delicata linfa della diversità andare sperperandosi senza che la maggior parte lo consideri un delitto. vedo le generazioni assopirsi e sento che anche per me, apatico cronico, è venuto il momento di alleggerire la coscienza.

lunedì 2 aprile 2012

Blu notte - La Mala del Brenta

per la categoria menti criminali, vorrei offrire il mio personale tributo ad una figura insieme controversa e appassionata, protagonista della scena criminale veneta nell’ultimo scorcio del passato secolo. parlo ovviamente di Felice Maniero e della Mala del Brenta, l’associazione mafiosa di cui si definì capo ed ideatore il bandito di Campolongo Maggiore. tutto nasce a cavallo tra gli anni settanta e ottanta, in quel veneto da sempre terra di povertà ed emigrazione, diventato improvvisamente paese dei balocchi concentrato di ricchezze. migliaia di piccole attività imprenditoriali prendono vita in quegli anni e sarà proprio quello il periodo in cui vengono gettate le basi per il boom del nordest industrializzato. figli di braccianti  e muratori, escono dalle secolari ristrettezze e si calano con straordinario successo nel ruolo di affermati imprenditori. nel giro di qualche decennio il veneto si trasforma radicalmente e diventa una delle regioni più ricche d’Italia. e si sa, ovunque ci sia ricchezza, esiste anche chi da quella ricchezza rimane escluso. il tenore di vita medio si alza e la delinquenza si adegua. se la gente onesta si accontenta e va a lavorare per un milione al mese, la gente di malavita, alza il tiro. basta coi furti di bestiame e con le razzie nelle cascine, ma assalti ai furgoni portavalori e rapine nelle aziende orafe, estorsioni, spaccio di droga e traffico di armi. in questo Blunotte Lucarelli, con l’aiuto di Massimo Carlotto, di Monica Zornetta, servendosi delle dirette testimonianze di complici ed avversari di Felice, ci parla dell’ascesa e della caduta (presunta) del carismatico leader della Mala del Brenta. le rapine, le spettacolari evasioni, gli omicidi, le debolezze, dell’ultimo bandito romantico.